2009-07-26 10:11
BERLUSCONI: TOMBE FENICIE? INVENZIONI, VENGANO A CERCARLE

di Federico Garimberti
ROMA - Non smettono di far discutere le registrazioni di Patrizia D'Addario: ma stavolta il sesso non c'entra. A far litigare maggioranza e opposizione sono le 30 tombe fenicie che, stando ai nastri pubblicati dall'Espresso, Silvio Berlusconi avrebbe confidato di aver trovato nella sua villa in Sardegna. Dichiarazioni che fanno scattare un esposto-denuncia da parte dell'Osservatorio Internazionale Archeomafie al quale risponde duramente il legale del premier, Niccolò Ghedini, che negando l'esistenza dei ritrovamenti parla di storia "miserabile". Lo stesso Cavaliere, in privato, parla di "cose del tutto inventate", sfidando i suoi accusatori a venire a setacciare metro per metro l'intero parco di Villa La Certosa.
La denuncia dell'associazione, ha spiegato il presidente Maurizio Montalto, è stata presentata alla procura della Repubblica di Roma, al comando generale dei carabinieri dei beni culturali e, per conoscenza, al ministro dei beni culturali, Sandro Bondi. L'Osservatorio chiede alle autorità di verificare la fondatezza delle circostanze segnalate e, in caso affermativo, di "valutare se ricorrano ipotesi di reato di ricettazione" ed eventualmente "disporre il sequestro". Ghedini ha seccamente negato l'esistenza del ritrovamento, mettendo nuovamente in dubbio la veridicità delle registrazioni. "Mai il presidente Berlusconi potrebbe aver parlato del ritrovamento di 30 tombe fenicie nel suo parco, perché mai nulla di simile si trova o è stato rinvenuto nell'area di Villa Certosa". Tra l'altro, ha aggiunto il legale, l'area della villa è già stata "oggetto di un minuzioso accertamento dell'autorità giudiziaria conclusosi in poco tempo". E in ogni caso "qualsiasi ulteriore controllo in merito potrà essere eseguito in qualsiasi momento".
L'avvocato ha quindi puntato il dito contro il quotidiano del gruppo Espresso: "Verifiche anche minime avrebbero evitato l'ennesima campagna diffamatoria contro il presidente del Consiglio, di cui Repubblica sarà chiamata ovviamente a rispondere". Intanto, dall'opposizione si chiede in coro al premier di fare chiarezza sulla vicenda. Il Partito Democratico ha presentato un'interrogazione al ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi, in cui si chiede di verificare la presenza delle tombe ed eventualmente di spiegare perché non siano state denunciate alla competente sovrintendenza di Olbia. Stessa cosa ha fatto l'Italia dei Valori. Nel frattempo Berlusconi ha proseguito a lavorare sul partito e sull'azione di governo.
Sul primo fronte ha chiesto ai vertici di verificare, regione per regione, i vantaggi di un'alleanza con l'Udc di Pier Ferdinando Casini per le regionali del prossimo anno. Sull'altro versante ha invece accantonato, almeno per il momento, l'ipotesi di un 'conclave' ministeriale all'Aquila ai primi di agosto. Non solo per ragioni organizzative, ma anche e soprattutto per non dar l'impressione che il governo abbia bisogno di una 'fase due'. Il Cavaliere però è stato anche costretto a mediare fra i suoi stessi ministri, divisi sulla questione meridionale. Nel corso del Cdm si è infatti aperto un duro confronto fra il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e quello per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto. Pomo della discordia l'atteggiamento del titolare di via XX settembre nei confronti dei problemi del Sud. Dibattito che Berlusconi ha cercato di far terminare prima che i toni si facessero troppo accesi.
Niccolo' Ghedini ribadisce ancora una volta, con una lunga nota, che non esistono tombe fenicie a Villa Certosa, e fa invece riferimento al ritrovamento nel 2005 di alcuni resti di ossa antiche insieme a pezzi di ceramica. Tutto il resto- spiega il parlamentare del Pdl e avvocato del premier Berlusconi riferendosi ai servizi del gruppo 'Repubblica-l'Espresso - e' solo un tentativo di diffamazione del presidente del Consiglio che ''comunque continua miseramente a fallire''.
''Le trenta tombe fenicie non ci sono e il Presidente Berlusconi non poteva in alcun modo citarle - spiega Niccolo' Ghedini in una nota - Il gruppo Repubblica - L'Espresso non vuole accettare l'evidenza e per difendere le proprie registrazioni, comunque illecite e della cui origine continua a tacere, non consentendo cosi alcuna verifica, ricorda, parzialmente, un articolo apparso sull'Unione Sarda nel 2005 in cui si narrava del ritrovamento nell'area di Villa Certosa di alcuni reperti archeologici''.
''Tale notizia - spiega ancora - quella si', e' assolutamente vera, ma non c'entra nulla con trenta tombe fenicie. Nel febbraio del 2005 alcuni operai, durante lavori di pulizia del sottobosco di un terreno appena acquisito dalla proprieta' di Villa Certosa, trovarono alcuni frammenti di ossa umane. La proprieta' mi avviso' telefonicamente e immediatamente richiesi l'intervento della locale stazione dei carabinieri temendo trattarsi di ossa umane che avrebbero potuto anche essere collegate a un evento criminoso''. ''I carabinieri - ricorda l'avvocato del premier - si recarono subito sul posto e accertarono trattarsi di ossa antiche frammiste a pezzi di ceramica. Fu immediatamente avvisata la soprintendenza per i beni archeologici di Sassari che effettuo' un sopralluogo.
Dal verbale, che allora fu sottoposto a segreto essendo l'intera area secretata, a firma della dottoressa Angela Antona, si legge testualmente: 'Il rinvenimento consiste in alcuni frammenti di ossa umane (una mandibola, alcune vertebre, un frammento di omero) insieme a una decina circa di frammenti ceramici pertinenti ad un'anfora. L'insieme fa constatare l'originaria presenza di una sepoltura che le qualita' della ceramica fanno riferire ad eta' romana medio-imperiale'. Nel verbale si precisava altresi' che il rinvenimento era avvenuto in un anfratto naturale. Ovviamente tutti i reperti sono stati presi in custodia dai carabinieri e dalla soprintendenza''. ''Dall'esame dell'intera area - si legge ancora nella nota di Ghedini - si verifico' non esservi null'altro. Successivamente, tutta la proprieta' nel corso degli anni seguenti, come gia' detto, e' stata sottoposta ad ampia e minuziosa verifica da parte dell'autorita' giudiziaria.
Trattatasi quindi non gia' di una tomba bensi' di un occasionale rinvenimento come se ne verificano di continuo nel nostro Paese ed e' stato in tempo reale e in perfetto ossequio della legge segnalato alla autorita' competente''. ''Il tentativo - conclude - di dar corpo a una storia insostenibile che purtroppo, con grave danno dell'immagine dell'Italia, e' stata ripresa da moltissimi giornali stranieri, per tentare di diffamare il presidente Berlusconi e di creare difficolta' alla sua attivita' di governo, continua miseramente a fallire''.























