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2009-08-18 21:40

BERLUSCONI AD AVVENIRE: NIENTE FESTINI O MINORENNI

ROMA - "Sono anche loro caduti nel tranello delle calunnie contro di me, prendendo per vere notizie false", "non ho mai intrattenuto relazioni con minorenni o organizzato festini": Silvio Berlusconi, sulle pagine del settimanale "Chi" , replica agli attacchi e alla questione morale sollevata a più riprese sulla sua vita privata dal quotidiano della Cei 'Avvenire'.

Il direttore del quotidiano dei vescovi Dino Boffo dopo la vicenda D'Addario nell'ultimo mese aveva prima parlato di "uno scenario apparso nella sua desolazione" e successivamente ribadiva la perplessità della Chiesa su certi comportamenti del presidente del Consiglio. Il premier interviene sulle questioni scottanti che lo riguardano e che oramai da mesi sono sulle pagine dei giornali italiani ed esteri: attacca chi ha violato la sua privacy ("reato grave"), respinge le accuse e oppone la sua verità sullo stato dei rapporti con i figli ("nessuna contrapposizione tra me e Barbara") seguiti alla richiesta di separazione avanzata dalla moglie Veronica Lario. Questione sulla quale Berlusconi mostra tutta la sua amarezza ("30 anni non sono un giorno"). "Io non ho mai intrattenuto 'relazioni' con minorenni e non ho mai organizzato 'festini'", si difende il premier. "Ho partecipato soltanto a cene certamente simpatiche, ma assolutamente ineccepibili sul piano della moralità e dell'eleganza. E non ho mai invitato consapevolmente a casa mia persone poco serie".

Quanto a coloro che hanno violato la sua privacy si tratta "di un reato grave". "Il diritto alla riservatezza - attacca il premier - è una parte essenziale della libertà. Ridurre la libertà altrui - dice - è, in uno Stato di diritto, un reato grave. Non basta una multa a sanzionarlo, come fosse un divieto di sosta. E deve valere per tutti". Il premier nega quindi che vi siano contrapposizioni tra lui e sua figlia Barbara provocate dall' intervista rilasciata da quest'ultima a "Vanity Fair". "Non sapevo dell'intervista", puntualizza il premier. "Ma era immaginabile che qualche giornale avrebbe cercato il sensazionalismo, cioé di contrapporre mia figlia a me, una contrapposizione che davvero non esiste. Quasi un nuovo sport nazionale quello di aggredire la mia famiglia". "L'intervista andava benissimo, ma è stata strumentalizzata e penso che strumentalizzare la mia famiglia i sentimenti delle persone che a me sono più care, come arma di lotta politica contro di me, sia forse il punto più basso del degrado della vita politica". E alla primogenita Marina il premier dedica parole affettuose: 'Ci assomigliamo molto, ci riconosciamo nei giudizi sulle situazioni e sugli altri. Abbiamo la stessa passione per i risultati che nascono dalla creativita', dall'impegno e dal lavoro. E ci vogliamo moltissimo bene". Ma l'amarezza affiora quando si tocca l'argomento che riguarda i suo sentimenti verso la moglie Veronica: "E' difficile - dice il premier - prendere atto che dopo trent'anni molto è cambiato nella propria vita. Soprattutto quando si è vissuta una vera storia d'amore. Trent'anni non sono un giorno". Il premier nella lunga intervista tocca anche le vicende politiche ed i rapporti con la Lega gettando acqua sul fuoco dopo le ultime esternazioni di Bossi. "L'Inno di Mameli ha accompagnato la nascita e il consolidamento della nostra Patria"."Ma bisogna anche comprendere - dice il premier - che le esternazioni di Umberto Bossi sono carezze per la sua gente e per il popolo della Lega". Quanto al tema delle riforme il premier ribadisce la volontà del governo di dare il via ad una stagione di riforme delle istituzioni ma - si rammarica - occorrerebbe un'opposizione con più alto senso dello Stato".

VORREI PASSARE A STORIA PER AVER VINTO LA MAFIA
Silvio Berlusconi, nel corso di una visita privata in Tunisia dal presidente Ben Alì, ha visitato il set cinematografico dove Giuseppe Tornatore ha girato il film Bagheria e nel riflettere sulla bellezza della Sicilia ha ribadito che è sua intenzione fare una lotta senza quartiere alla mafia. "Vorrei passare alla storia come il presidente del consiglio che ha sconfitto la mafia", ha detto il premier, secondo quanto riferito da chi lo accompagnava, alle maestranze e agli operai, alcuni dei quali italiani, che hanno lavorato sul set. "Il mio governo - ha aggiunto il Cavaliere - ha dichiarato una lotta dura alla mafia" ed ha conseguito risultati importanti visto che "le carceri sono piene di mafiosi". Il premier ha fatto una lunga passeggiata fra le strade della cittadina siciliana che è stata perfettamente riprodotta nella località tunisina di Jebel Jeloud, nelle vicinanze della capitale Tunisi. Berlusconi si è recato sul set accompagnato da Tarek Ben Ammar dopo una lunga colazione in una delle residenze del presidente tunisino Zine El-Abidine Bel Alì. Il Cavaliere ha anche avuto modo di fare una visita ad alcuni negozi di antiquariato. In serata è quindi ripartito per l'Italia diretto, a quanto si apprende, a Milano.

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